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È SATIRA!

È SATIRA!
È satira signori. Nient'altro che satira.

Ha fatto molto scalpore negli ultimi giorni l'immagine pubblicata dal noto giornale satirico Charlie Hebdo.
In particolare, il pubblico italiano si è sentito deriso dagli autori francesi, rei secondo molti di essersi presi gioco della tragedia del terremoto ad Amatrice.
E allora via a scatenarsi sui social, dai tanto acclamati #JeSuisCharlie agli insulti verso l'insensibile testata giornalistica.

Premessa: noi italiani siamo un popolo di falsi e diplomatici che non ha assolutamente idea di cosa sia la satira o, meglio, di quale sia la sua funzione. Ciò soprattutto a causa di una televisione di scarsa qualità da sempre soggetta ad inutili limitazioni e censure. Questo fatto non dovrebbe stupire se si pensa che una delle televisioni private più importanti e viste in Italia appartiene a colui che, fino a qualche tempo, era a capo del governo.

Ma cos'è la satira?
Dare una definizione alla satira vorrebbe dire cercare di rinchiudere in un qualche schema qualcosa che è nato per stare al di fuori di tutti gli schemi.
La satira è forte, arrabbiata, pungente e senza alcun tipo di limite. La satira è libertà d'espressione e catarsi. Inoltre, non è mai banale ma anzi deve indurre a riflessioni.
Pensare che quella vignetta sia nata per deridere le vittime del terremoto o per scherzare su una tragedia così grave è estremamente banale.
La satira è nata dal popolo e per il popolo. Non potrà mai riversarsi contro il popolo. Perchè l'unico nemico della satira è il potere. In ogni sua forma. La satira agirà sempre contro l'alto e mai contro il basso.
Per questo motivo, non sono le vittime del terremoto i destinatari di quella vignetta.
Lo sono invece la mafia, l'abusivismo edilizio e la politica corrotta. Loro sono la causa di quel "Terremoto all'Italiana" così brutale. Lo schifo che ci suscita quella vignetta ha lo scopo di farci schifare chi ne è la causa. Con una casa antisismica non si fanno le lasagne.

Trovo la satira una delle forme di comicità più vere, disperate e divertenti che si possa fare. Presente da tempo immemore, già all'epoca degli antichi greci e romani, è stata da sempre spunto di informazione e riflessione. È grazie all'uscita di quella vignetta che io sono arrivato a queste riflessioni. Trovo ridicolo che nel 2016 si sia arrivati a rompere i coglioni per quello che dovrebbe essere uno dei nostri diritti più belli.

"Charlie Hebdo è un pugno in faccia...
Contro chi prova a farci smettere di pensare.
Contro chi teme l'immaginazione.
Contro chi non ride come noi."