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L'Inter conquista il TRIPLETE!

L'Inter conquista il TRIPLETE!
È TRIPLETE.
Viene chiamata così la conquista nella stessa stagione di Coppa Nazionale, Campionato e Coppa Europea da parte della stessa squadra.
Il Triplete non rappresenta solo 3 singoli trofei ma è il sinonimo di una stagione perfetta.
L'Inter è l'unica squadra italiana nella storia ad averlo mai conquistato, nella stagione 2009/2010. Impresa, quella del Triplete, riuscita anche al Barcellona, appena un anno prima.
Neanche il grande Milan del sig. Arrigo Sacchi è stato capace di tanto. Lo stesso Sacchi che poi definì una vergogna l'Inter del Triplete semplicemente perchè senza giocatori italiani titolari. Chissà lui senza gli olandesi Van Basten, Gullit e Rijkaard cosa avrebbe vinto.

La ricordo bene quella stagione, iniziata con i mal di pancia di Zlatan Ibrahimovic, allora punta di diamante dei nerazzurri e trascinatore nelle vittorie degli ultimi 3 scudetti consecutivi.
Ad Ibrahimovic mancava solo quella gloria europea tanto agoniata e cercata, tuttora invano: la conquista della Champions League. La stessa gloria che cercava anche l'Inter e che mancava ormai alla beneamata da 45 anni.
Tuttavia, il buon Zlatan pensò bene (bene per noi, meno per lui) di andarsene in quel di Barcellona: quale squadra migliore degli extraterrestri catalani neovincitori del Triplete per soddisfare la propria gloria europea?
L'affare portò nelle casse dell'Inter un bel po' di milioni, circa 50 se non erro, più tra le proprie fila Samuel Eto'o, uno dei giocatori che più ho esultato nella mia breve storia nerazzura.
Questo fu l'inizio del domino, un domino che portò all'arrivo nel calciomercato estivo, oltre del camerunense capocannoniere del Barcellona, anche del capitano del Bayern Monaco Lucio, del n° 10 del Real Madrid Wesley Sneijder e del capocannoniere della serie A Diego "El Principe" Milito.
Praticamente una nuova squadra, che si poggiava però sulle fondamenta e sulle certezze di quella precedente, guidata da due Uomini in particolare: Josè Mourinho, l'allenatore Special One, e Javier Zanetti, l'eterno capitano della squadra dai colori del cielo della notte.

Pronti via ed è subito derby alla seconda giornata di campionato. Da un lato la nuova Inter formato Champions con Sneijder arrivato da un paio di giorni e subito titolare (grande partita dell'olandese).
Dall'altro il Milan brasiliano del nuovo tecnico Leonardo con il suo modulo 4-2-fantasia. Non c'è storia: Milan domato sul gioco e nel punteggio con un 4-0 finale per i nerazzurri che avrebbero anche potuto dilagare.
La partita fu la degna vendetta per quel cocente 6-0 patito nel 2001.

In campionato, lo scenario fu lo stesso degli ultimi anni: Inter e Roma si contesero lo scudetto, Milan e Juventus arrancavano alle spalle.
In Champions League, invece, il sorteggio per la fase ai gironi non sorrise ai nerazzurri:
  • Barcellona, campione di Spagna;
  • Inter, campione d'Italia;
  • Dinamo Kiev, campione d'Ucraina;
  • Rubin Kazan, campione di Russia.
Girone di ferro, composto da tutte squadre vincitrici nei rispettivi campionati ed in cui spiccava quel famoso Barcellona che da quell'estate vantava un extraterrestre in più tra le proprie fila: quel Zlatan Ibrahimovic, che tanto fu osannato dai tifosi interisti nella recente storia e che ora si accingeva ad essere l'avversario n° 1.
La fase a gironi fu il primo scoglio che quell'Inter riuscì a superare, e non con poche difficoltà, in un cammino europeo che si rivelerà estremamente tortuoso.
I segnali non erano dei più incoraggianti: girone passato per secondi all'ultima partita; due sfide con i catalani deludenti con un timido 0-0 in casa ed una sconfitta netta per 0-2 al Camp Nou; infine, il sorteggio agli ottavi del Chelsea, squadra che in quella stagione vincerà la Premier League e nelle cui file militava un certo Didier Drogba, capocannoniere del campionato a fine stagione.

E furono proprio le due partite con il Chelsea che segnarono la svolta: due vittorie, 2-1 in casa e 0-1 allo Stamford Bridge, passaggio del turno ai quarti e urne che finalmente sorrisero ai nerazzurri col sorteggio del CSKA Mosca.
Fino a qui tutto bene!
Ma tutti i nodi prima o poi vengono al pettine.
Semifinale di Champions League: Inter - Barcellona.
Sembrava un film di Hitchcock, invece era la realtà. Ancora una volta, il Barcellona e Zlatan Ibrahimovic incrociavano i nerazzurri proprio in quel sogno europeo che faceva da comune denominatore ad entrambi.

Stadio Giuseppe Meazza. Passano 20' e il Barcellona è in vantaggio con gol di Pedro. Personalmente, avvertì un brutto presentimento. Ma fortunatamente mi sbagliai per ben 3 volte.
Sneijder, Maicon e Milito traffiggono la difesa blaugrana sancendo il 3-1 finale.
Mr. 4 palloni d'oro Lionel Messi ed Ibrahimovic letteralmente ingabbiati dalla solidità della difesa nerazzurra.
I difensori centrali Samuel e Lucio alzano una muraglia nelle retrovie e in porta Julio Cesar tira giù la saracinesca.
I mediani Cambiasso e Zanetti spaventano per quantità, qualità e carisma.
Eto'o gioca da ala offensiva e terzino allo stesso tempo.
Definita da Mourinho come la miglior partita degli ultimi 50 anni, Inter - Barcellona è stata un'emozione che i tifosi nerazzurri non scorderanno mai.

L'aria è cambiata, l'Inter sente di poter scacciare gli extraterrestri ma i catalani gridano alla Remuntada.
È Barcellona - Inter che, sfortunatamente, non sarà mai al livello della partita d'andata.
Questo perchè il Barcellona, nella persona di Sergio Busquets, ha dovuto ricorrere ad un mezzuccio vigliacco come la simulazione (testimoniata evidentemente) per causare l'espulsione di un giocatore nerazzurro, Thiago Motta, e costringere i nerazzurri a giocare (o, meglio, non giocare) i restati 62' minuti della partita in 10 uomini.
La gara diventa a senso unico, il muro nerazzurro però è sempre alto e non cede. Finirà 1-0, con buona pace degli extraterrestri che se ne ritornano (e non a testa alta) a casa a Remuntada incompiuta.

In quel preciso momento, al triplice fischio finale, io non avrei mai voluto essere Zlatan Ibrahimovic. Andare al Barcellona per vincere la Champions League ed essere eliminati in semifinale da quell'Inter che hai lasciato proprio per perseguire quello scopo penso sia stato abbastanza umiliante.

Nel frattempo, la finale di Coppa Italia vide trionfare l'Inter contro la solita Roma per 1-0 con gol dell'ormai consacrato Diego Milito.
Era il primo passo, il primo trofeo di quella che sarà l'impresa più grande della recente storia nerazzurra e forse - mi sbilancio - del calcio italiano.
In Campionato poi l'Inter completò la doppietta all'ultima giornata conquistando il 18° scudetto della sua storia contro un Siena in formato saracinesca. 1-0 sudatissimo con gol del solito Principe Milito.
Il tutto sempre a scapito di una Roma eterna seconda che, in quella stagione, ebbe l'unica pecca di concorrere contro una squadra leggendaria.

Però, un'altra grande squadra europea stava vivendo tutto questo, avendo anch'essa conquistato il Campionato, la Coppa Nazionale e la finale di Champions League.
Si trattava della regina di Germania, il Bayern Monaco, prossimo ed ultimo avversario di quell'Inter ormai ad un passo dal sogno.
Una cosa era certa: sarebbe stato Triplete in ogni caso. Si trattava solo di giocare una partita per decidere a quale squadra spettasse.
E quella squadra alla fine fu la pazza Inter che trionfò in finale per 2-0 con doppietta di Milito (ancora lui!).

Quella fu la stagione perfetta, che i tifosi nerazzurri ancora ricordano nostalgici (eccomi). La vittoria della tanto agoniata Champions League, che mancava in bacheca da ben 45 anni, e la conquista del Triplete portarono la squadra dai colori del cielo e della notte in vetta al mondo. E i suoi tifosi con essa.

P.S. Voglio dedicare questo post al portierone della Nazionale e della Juventus Gianluigi Buffon, il quale sembra essersi dimenticato che l'ultima squadra italiana vincitrice della Champions League è l'Inter.
Probabilmente, la brutta finale persa nel 2015 contro il Barcellona deve avergli giocato qualche brutto scherzo con la memoria.

P.P.S. Amala pazza Inter amala.