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Il curioso caso di Mauro Icardi

Il curioso caso di Mauro Icardi
Oggi parleremo di Mauro Icardi, l'attuale bomber nonchè capitano dell'Inter.

Icardi è arrivato dalla Sampdoria nell'estate del 2013, caricando i tifosi nerazzurri di aspettative e speranze visto la sua giovane età, classe '93, e il suo ineguagliabile fiuto del gol.
Speranze che, dopo la terza stagione in nerazzurro, possiamo dire essere state soddisfatte: Icardi è l'attuale bomber dell'Inter e in soli 3 anni ha collezionato 91 presenze in Serie A mettendo a segno ben 47 reti. Medie da capogiro per un giocatore solamente 23enne.
Numeri coronati quest'anno dalla fascia di capitano concessagli con fiducia dall'allenatore Roberto Mancini. Fascia di capitano, tra l'altro, pesantissima perchè, dopo l'addio al calcio giocato del sacro Javier Zanetti, nessun altro sembra essere stato in grado di raccogliere la sua eredità.
Fin qui solo elogi per Mauro Icardi, elogi che però finiscono nel momento in cui si vede giocare più volte e con attenzione il bomber nerazzurro.

Infatti, è palese come Icardi risulti spesso e volentieri completamente fuori dal gioco e dall'azione. Sono pochissimi i palloni giocati dall'argentino che non va mai al di sopra della tre quarti avversaria a prendere palla.
Un attaccante, secondo me, non può giocare sempre e solo in area, anche se di ruolo prima punta. Prendere la palla al di sopra della trequarti vuol dire far salire la squadra e creare sponde per i compagni.
Il Pellè di Euro 2016 (cucchiai a parte) spiega alla perfezione il concetto di prima punta moderna che intendo io.
Invece, Icardi sembra essere un amante del gioco statico, aspetta sempre la palla in area e non gioca con i compagni, non risultando quasi mai un pericolo per le difese avversarie.
Senza contare che Maurito sembra essere pure un attaccante abbastanza mollo con pochi contrasti e duelli aerei vinti all'attivo.
Certo, bisogna riconoscergli di essere un grande finalizzatore: metà palloni ricevuti da lui in area vengono trasformati in gol. Ma questo non può bastare, perchè l'Inter, quando Icardi è in campo, è come se giocasse in 10 uomini.
Questa è la mia analisi tattica del giocatore, al di là dei gol fatti, che sembra essere un motivo piuttosto influente sul non gioco dei nerazzurri, sempre più frizzanti in campo senza l'argentino.
La colpa, caro Mancio, non è dei piedi di Medel. E non è nemmeno con Yaya Tourè che cambieranno le cose.

A questo, si aggiungono pure i recenti mal di pancia del bomber nerazzurro che, attraverso la sua procuratrice nonchè moglie Wanda Nara, avrebbe richiesto un significativo aumento dell'ingaggio di un contratto firmato appena un anno fa fino a giugno 2019. Richieste dovute dalle presunte offerte faraoniche ricevute da mezza Europa e dall'alta valutazione del suo cartellino fatta dalla società nerazzurra.
Personalmente, trovo tutto ciò assurdo e meritevole di un velo pietoso da stendere sopra.
Mauro Icardi, che è il capitano dell'Inter, squadra alla quale ha giurato amore eterno e della quale è il rappresentante più importante, ha dovuto esternare pubblicamente la propria volontà di battere cassa. Lo trovo un gesto egoistico, che guarda caso concilia proprio col suo modo di giocare anche in campo.
Inoltre, penso non sia neppure colpa della moglie: lei parla semplicemente in vece del suo assistito come fanno tutti i procuratori.
Penso che la società sarebbe stupida ed altrettanto vergognosa se si abbassasse ad accettare un simile ricattuccio e la invito, per i motivi di cui sopra, a prendere seriamente in considerazione le presunte offerte sopra i 45/50 milioni arrivate per il suo (ma non il mio) capitano.

Spero davvero di sbagliarmi e di essermi fatto l'idea sbagliata di Mauro Icardi, sia fuori che dentro dal campo, dove in entrambi i posti attualmente non mi piace per niente, nè come Uomo nè come giocatore.
Una cosa è certa e deve essere chiara: con i tifosi interisti non si scherza.
Concludo con una provocazione: qualcuno si ricorda il nome del procuratore di Javier Zanetti?